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L'educazione e la vita di Marco Polo e dei mercanti a Venezia

Il XIII secolo coincide con l’età di massima espansione del commercio veneziano, soprattutto lungo le rotte che portavano ad oriente.
Il giovane Polo cresce secondo la consuetudine della classe dei mercanti: studia in casa grammatica, aritmetica e contabilità, a quattordici anni inizia l’apprendistato come balestriere su galere armate della Serenissima. La vita a bordo era durissima ma permetteva al giovane mercante di condurre in proprio piccole vendite di merce nei porti dove la galera faceva scalo.
E’ dopo questo periodo di praticantato che il padre e lo zio di Marco ritengono il giovane rampollo pronto per la meravigliosa avventura. A diciassette anni inizia il lungo viaggio verso il mitico Catay.
Di ritorno dai suoi lunghi viaggi, il mercante di Venezia prendeva mogli e continuava l’attività fino a quando i figli non fossero stati grandi abbastanza per prendere in mano le redini dell’attività commerciale paterna.
A questo punto il mercante, spesso appartenente ad antiche famiglie patrizie, iniziava la carriera politica e quasi sempre come ambasciatore in quelle terre dove aveva trascorso gran parte della sua vita.
Il sale era la merce più trattata dai mercanti veneziani, visto che le saline andavano man mano scomparendo. Vicino a Chioggia ci si poteva ancora rifornire della preziosa sostanza, ma ben presto i traffici della Serenissima si spinsero in Puglia, Sicilia e Sardegna, e quindi oltre fino alla lontana Libia.
le biave (cereali in veneziano) e il frumento erano i prodotti più trattati dopo il sale. Erano beni di prima necessità e base dell’alimentazione di persone e animali.
Venezia è la terza città più popolosa d’Europa dopo Napoli e Parigi, e il fabbisogno alimentare della città cresceva ogni anno. All’epoca di Marco Polo la città contava 100.000 persone, 30.000 in più rispetto ad oggi!
il vino e l’olio venivano consumati in quantità enormi. L’olio non era circoscritto alle sole cucine ma veniva impiegato per l’illuminazione. Quanto al vino, sembra che i contemporanei di Marco Polo fossero abituati ad alzare il gomito!
Poi c’era lo zucchero, il legno pregiato, le lane e i metalli. E poi le merci preziose d’oriente: pepe, cannella, zenzero, sete e gemme preziose. Venezia nacque come potenza marinara proprio esportando in occidente le spezie delle Indie e della Cina. Per una partita di zenzero o cannella i mercanti erano disposti a intraprendere viaggi lunghissimi e spesso pericolosi. Perché? Le spezie come il sale erano indispensabile per la conservazione del cibo; non potendo conservare carne e ortaggi se non sotto sale o sott’olio, le spezie servivano per coprire la poca freschezza delle pietanze.

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